Giudizio critico di Gastone Ranieri Indoni

La ritrosia ad apparire grazie alla sua riservata personalità è inversamente proporzionale all’arrendevole splendore dell’impatto descrittivo e del lauto disegno che esegue.

Un disegno a mano libera che conpiuto da Romina Salice senza riga compasso o correttori vari, è espresso con la più ampia e sciolta libertà di tratto in una geometria descrittiva e proiettica sempre ben determinata.

Un’immagine grafica e segnica così incisiva, così profonda e così intima, che è capace di configurare palesemente non solo la forma, ma anche gli stati d’animo delle figure o dei volti che racconta siano essi ridanciani o cupi e drammatici.

Il suo non è un disegno d’imitazione né di indirizzo volutamente scolastico ma è cosìistintivamente espressivo che, supportato da raffinata tecnica, rispetta cmq rigorosamente lumeggiature e giochi chiaroscurali da innescare sempre una conposizione tenera e melodiosa.

Ecco allora apparire tutto ciò che l’antica accademia impone e che obbliga il segno alla forma, alla luce, al movimento, al tocco, al tono ecc.. in un trionfo di lineee morbide e così verosimili da stupire.

Macchie profili e ghirigori sinuosi danno ritmo a racconti, sempre e solo finimente decorati a pastello, che sottolineano come soltanto il buon tratto resta quell’antico e unico mezzo che può sostituire la parola.

Dalle più antiche incisioni rupestri, o quelle rinvenute su ciotoli o ossa, il disegno ha trasmesso figurazioni cariche di significati riferiti a spaccati di vita vissuta, alternati anche periodicamente ad altrettante simboliche.

Mentre sono sempre più rari al giorno d’oggi le sottolineature di particolari e i tratti teneri di contorno, ispirano invece i racconti disegnati da Romina Salice che, oltre alla tecnica sopraffina, sa aggiungere loro un vero alone e quel sapore antico di romanticismo che percò ne esalta la disinvoltura artistica.

Gstone Ranieri Indoni (aprile 2010)